Letture di maggio

Manca poco alla fine dell’anno scolastico! Ancora la tirata finale e saremo liberi- e in bocca al lupo a chi, invece, quest’anno deve dare esami e maturità 😉

In questi giorni ho smaltito un discreto numero di libri. Dato che il prossimo anno scolastico lo passerò all’estero, e che la mia stanza verrà occupata da qualcun altro mentre sono via, mi sono decisa finalmente a leggere un po’ di quei libri che avevo accumulato. Purtroppo, quest’anno non sono riuscita ad andare alla Fiera del Libro di Torino; è stato un bene, in un certo senso, dato che devo limitare i miei acquisti cartacei, o quel poveretto non avrà nemmeno un centimetro libero per le sue cose ^_^;;

Il 1° maggio ho iniziato con “I turbamenti del giovane Torless”. E’ stata una lettura molto interessante; il modo in cui l’autore mescola una storia morbosa con quello che è anche un romanzo di formazione intriso di filosofia mi ha molto affascinato. Anche se temo di averlo letto troppo in fretta per apprezzarlo appieno. Sarebbe stato bello avere qualcuno con cui discuterne.

Lo stesso giorno (che ho passato in casa spaparanzata sul divano o sul letto) ho anche letto “Manuale dell’automobilista incazzato” di Gioele Dix, che avevo trovato usato per un paio di euro qualche settimana prima. E’ uno dei miei comici preferiti, e mi sono fatta delle belle risate leggendo il “quiz per la patente” finale.

Il 3° libro del mese è stato un manuale di punteggiatura, mentre il 4° è stato “Ubik” di Philip K. Dick. Approfittando delle nuove edizioni stampate in occasione del ventennio dalla morte, ho intenzione di recuperare diversi suoi libri. A dirla tutta, però, Ubik era un’edizione in brossura di 1-2 anni fa, che ho acquistato l’anno scorso… Dico sempre che mi piacciono i libri di questo autore, ma per qualche motivo fatico a tirarli fuori dallo scaffale XD Comunque, Ubik è un romanzo davvero appassionante. La realtà è un concetto che viene messo più volte in dubbio durante tutto il percorso della storia, e secondo me va oltre la semplice narrativa di intrattenimento. Lo consiglio davvero, soprattutto se avete letto, come me, “Le tre stimmate di Palmer Eldritch”.

Il 5° è stato “Il gusto proibito dello zenzero”. L’ho trovato carino, e il messaggio che trasmette è molto importante, ma non è proprio il mio genere… Comunque ho trovato la voce narrante, Henry, un personaggio piuttosto interessante e ben costruito. La non linearità della narrazione mi è sembrata essere gestita bene.

Il 6° libro letto era “Fight Club”. Ancora non mi sono ripresa del tutto dall’esperienza. La prossima tappa è il film!

Il 7° è “Occhio nel cielo”, un altro di Dick (ma questo l’ho comprato ad Aprile). L’impianto è interessante, ma secondo me il romanzo aveva potenzialità che non sono state sfruttate al massimo. Qui, pur essendoci ancora la tematica dei vari livelli di realtà, è il tentativo di meravigliare il lettore che ha la meglio; ma, come dicevo, l’autore avrebbe potuto spingersi anche oltre- una volta tanto, volevo un brodo allungato.

L’8° (e, per il momento, l’ultimo) è “Prigionieri del paradiso” di Arto Paasilinna. Avendo letto in precedenza “L’isola dei naufraghi” di Natsuo Kirino, con cui condivide il tema del naufragio e un certo occhio per l’elemento sessuale, mi è venuto automatico paragonarli, ma non è stato un bene. Nel libro di Paasilinna le avventure dei naufraghi sono in chiave decisamente più comica (per fortuna ^_^”).

E con questo è tutto.

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