Bungaku Shoujo 4 – Book Girl and the Corrupted Angel

Rieccomi, dopo un po’ di tempo, per riportare le mie impressioni fresche fresche sull’ultimo volume uscito della serie, appunto “Book Girl and the Corrupted Angel” (il 4°). Per la prima volta da quando leggo questa serie, inoltre, ho già letto il libro su cui si basa: si tratta de “Il fantasma dell’Opera” di Gaston Leroux. ATTENZIONE SPOILER!

Il volume precedente si era concluso con Akutagawa che affermava di essere innamorato di Miu, sopravvissuta (a sorpresa) al tentato suicidio.

In questo volume, però, Miu non appare ancora: è invece tutto dedicato a Kotobuki. Ma partiamo dall’inizio. In vista degli esami d’entrata per l’università, Touko sospende le attività del club di letteratura (non tralasciando, però, di dare a Konoha una lista di racconti-spuntini da scrivere). Per caso Inoue, di cui Nanase Kotobuki è chiaramente innamorata, si trova ad aiutare quest’ultima a mettere alcune carte a posto nell’aula di musica. A chiederglielo è stato il loro insegnante di musica, Keiichi Mariya, un tempo astro nascente tra i cantanti d’opera giapponesi grazie alla sua bellissima voce. Veniamo a sapere che Nanase ha una carissima amica, con cui parla spesso e volentieri di Inoue. L’amica, Yuka Mito, frequenta un’accademia musicale; le due ragazze si sentono principalmente tramite sms e telefonate, e ogni tanto si incontrano. Per quel che ne sa Kotobuki, l’amica abita nel dormitorio della scuola e lavora part time di notte per pagare la retta, mentre il resto della famiglia è “sparito” per sfuggire agli strozzini che li tormentavano. Yuka sogna di diventare una cantante d’opera, e trova grande ispirazione nel libro “Il fantasma dell’Opera”; sostiene inoltre di aver incontrato un suo “angelo della musica” -come nel romanzo- che le sta impartendo lezioni di canto, portandola ad incredibili miglioramenti, fino ad essere presa per il ruolo della protagonista per l’imminente rappresentazione di Turandot organizzata dalla scuola.

Ma Mito scompare dalla circolazione, e Konoha, preoccupato per Nanase, decide di cercarla con lei. Kotobuki non conosce né il ragazzo di Yuka né il fantomatico angelo della musica, e decidono di partire cercando di indentificare questi due. Grazie all’aiuto di Ryuto, sorta di fratello di Touko apparso nel secondo volume, Konoha scopre che la ragazza, invece di lavorare ad un family restaurant (ristoranti aperti 24 ore su 24) come aveva detto a Nanase, si prostituiva. Vengono anche messi in contatto con Shoko Kagami, insegnante della ragazza, che però non è in grado di aiutarli. Pur nascondendo la storia della prostituzione a Kotobuki, Inoue continua ad indagare, arrivando ad intuire un qualche collegamento della ragazza con Mariya -forse il suo ‘angelo’,- ex allievo della stessa scuola di Yuka, e con un membro del comitato della biblioteca, Shiro Omi -che potrebbe essere il suo ragazzo. Quest’ultimo attacca ripetutamente Konoha, dandogli dell’ipocrita, sostenendo che quello che sta facendo porterà sofferenze sia a se stesso che a Nanase, e soprattutto lasciando intuire al protagonista di essere al corrente del suo segreto- il fatto che lui sia la famosa scrittrice adolescente “Miu Inoue”, sparita dopo la pubblicazione del suo romanzo di esordio, bestseller in Giappone.

Konoha, in cerca di aiuto, racconta tutta la vicenda a Touko, che decide  di aiutarlo a sua volta.

Mentre Konoha è in preda al rimorso ripensando al tentato suicidio di Miu (pensieri riemersi dopo una discussione con Shiro), Nanase viene a sapere che la famiglia di Yuka era morta in un’incidente d’auto suicida (compreso il fratellino delle medie!), lasciando la ragazza da sola. Disperata per la scomparsa dell’amica, Nanase riesce ad entrare nella casa ormai abbandonata della famiglia Mita, che già una volta era andata a vedere con Konoha; quest’ultimo, venuto a sapere la sorte della famiglia di Mita, la raggiunge per consolarla… Una volta lì, riesce a ricordare in che occasione si erano visti per la prima volta (Nanase aveva la gonna strappata e Konoha le aveva prestato la spilla dello stemma della sua divisa per tenere insieme i lembi strappati), e Kotobuki finisce per confessargli i suoi sentimenti. Scena toccante.

I due vanno insieme alla prima del Turandot nella speranza che, almeno lì, Yuka si faccia vedere (Inoue aveva scoperto, nel frattempo, che la ragazza era arrivata a ricattare uno dei suoi clienti, il preside della scuola, per ottenere il ruolo di protagonista). Ma, dopo la prima pausa, quando i due si recano nel camerino -credendo che ad esibirsi sia stata Yuka, coperta da una maschera- assistono ad una scena agghiacciante: Shoko, che aveva avviato Yuka alla prostituzione, sta tentando di strozzare in un impeto di gelosia (la ragazza è bravissima, lei si sente una fallita che si è prostituita per poter pagare la scuola, vedendo comunque i suoi sogni naufragare nella mediocrità) quella figura mascherata che crede Yuka; appare inoltre Mariya, che si rivela essere non il ‘fantasma’, ma il fidanzato. Spunta fuori anche Touko, che tira le fila della vicenda. Ma Shoko, strappando le vesti di scena, si rende conto di avere davanti un ragazzo, che, imitando alla perfezione la voce di Yuka -si è addirittura esibito al suo posto,- accusa Mariya di avere ucciso Yuka (insomma, ‘mi hai ucciso!’, è il succo del discorso). Si tratta di Omi, la cui voce in realtà ha l’estensione vocale da soprano (un sopranista, insomma, e probabilmente che non canta in falsetto), ex prodigio (un altro!) scomparso misteriosamente dalle scene operistiche europee qualche tempo prima.

La verità è cruda e triste: Mariya, gelosissimo dell'”angelo”, Omi, aveva ferito alla testa Yuka, che, cercando rifugio da Shiro, era morta poco tempo dopo per le conseguenze del colpo subito, continuando però ad amare profondamente il suo aguzzino. Omi cerca quindi vendetta; tentando allo stesso tempo di proteggere Nanase, a cui Yuka voleva moltissimo bene, “attacca” Inoue anche per essere sicuro che sia la persona adatta a cui affidare la ragazza.

Alla fine del volume si viene a sapere che Nanase ha ricevuto un messaggio di Miu; in questo sms la mancata suicida parla di Inoue trattandolo come una sua proprietà (e dire che Konoha non sa dove lei sia, dato che si è trasferita e non si è più messa in contatto con lui) e le dice di girare alla larga; ma Kotobuki non è intenzionata a lasciar perdere (anche se Konoha non le ha risposto, è evidente che si stia avvicinando sempre più a lei). Le due si dovrebbero incontrare a breve.

Konoha, tra l’altro, incoraggiato da Touko, accetta ‘Miu Inoue’, e smette di odiare se stesso per averla creata.

Insomma, la trama è una classica storia alla “Book Girl”: sembra andare in un modo, ma in realtà è tutto decisamente più complicato. Touko ha un ruolo davvero marginale, nonostante ci sia quando serve un po’ di azione; del resto, con i suoi esami per l’università decisamente vicini, presto non sarà presidente del club di letteratura, suppongo.

Inoue e Kotobuki stanno, come ho già detto, diventando più intimi, ma c’è Touko, un’incognita da non sottovalutare. Se il rapporto con Nanase è fatto anche di timidezza e reciproco aiuto, Touko è un pilastro per Konoha, il supporto di cui lui ha spesso bisogno, e mi domando come questo improbabile ‘triangolo’ possa svilupparsi.

I personaggi di questo volume sono più sfuggenti che mai. Yuka non appare mai da viva (e non ci sono nemmeno illustrazioni della poveretta); Omi, Mariya e Shoko non erano quello che sembravano essere (e solo Omi era un personaggio positivo, alla fine); Touko appare poco. Il problema sta nel fatto che l’intera storia sia tutta un gioco di specchi; la storia del F. dell’O. si rispecchia nella realtà del romanzo, ma allo stesso tempo il Raoul e il Fantasma del libro sono ben diversi dai loro modelli originali. O forse è un pregio? Ripensandoci, sin dal primo volume si tratta di “sentimenti distorti e complicati”.

Le illustrazioni sono carine, anche se ho preferito, personalmente, quelle del secondo e terzo volume (alcune in bianco e nero sono tenere, però).

Le citazioni di libri… Con Touko fuori campo, sono un po’ ridotte e concentrate solo in pochi punti. Il romanzo è ambientato attorno Natale, quindi  non poteva mancare A Christmas Carol di Dickens.

Insomma: sarà il romanzo ispiratore, che non è uno dei miei libri preferiti, ma l’ho trovato lievemente inferiore ai precedenti. Tuttavia mi è sembrato solo un antipasto prima del piatto forte (Miu) promesso per il prossimo volume. Probabilmente questo piacerà per le scenette Konoha-Nanase. Beh, comunque è il mio parere, e ho terminato il libro meno di un’ora fa (l’ho letto in due giorni…), quindi ho ancora il cervello in pappa. Già, perché…

…Non riesco proprio ad attendere il prossimo volume! Miu finalmente entrerà in scena, e il libro sarà basato su “Una notte sul treno della Via Lattea” di Kenji Miyazawa!! Due cose che da sole mi fanno gongolare! *^*

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